Informazione del artisti

   
GIOVANNA ALLEGRI
Pittrice Ritrattista
Via Napoleone III░, 14
37069 Villafranca di Verona

Tel. 045/6302709
  

  
RITRATTI NASCOSTI NEL CUORE CON I COLORI ALLA RICERCA DELL'ALBA

Provate a guardare come la gente si accosta ai quadri di Giovanna Allegri, come li "vede" nelle Espositive, con la naturalezza del tema figurativo, quale accezione del pensiero visivo, che segnala l'irruzione sulla scena di un doppio io: quello fra arte e l'impostazione della voce figurale della posa estetica, quasi estatica, con le eccezionali immagini riflesse sulla superficie di una parvenza poetica di sogno. Giovanna Allegri Ŕ pittrice di volti e di storia del suo ideale realismo romantico. I volti sono quelli dell'adolescenza, con l'emergenza di giovanili inquietudini, coniugando come faceva Guttuso, una vera "fusione" tra il vitalismo di effusione cromatica, l'ontanza espressionistica del tratto e, una forza poetica per la disponibilitÓ del disegno, con un forte potere di risonanza: la dura forza costruttiva di Cezanne.

L'artista, sbaragliando le prospettive ed i canoni estetici, in quel suo manierismo espressivo, in quel portare ossessivamente le cose ed i volti alla trincea dello sguardo, s'investe della nettezza solare di rossi, bleu di SŔvres, gialli e di bioluminescenze delle evocazioni figurali, che meglio sottolineano le diversitÓ formali, e le intenzioni artistiche - anche se l'origine simbolica Ŕ in un certo senso la chiave interpretativa - il corpo come i soggetti diversi, il nudo femminile con la sua sintesi formale color ocra (la pelle come la terra), e la fantasia rivive tutti gli stupori e trema di tutti i misteri, le dimensioni sono vive del loro miracolo.

Il cavallo bianco Ŕ strano, perchÚ Ŕ strano dipingere il volto di un amico. E' lo strano vento segreto che di sempre si muovono a partire, proprio dagli incredibili e bellissimi bozzetti, e le impazienze di una sinceritÓ inconsapevole, e le coltellate di luce caravaggesca eruttate dall'anima medesima dei soggetti umani.

L'Allegri ha bisogno di dipingere, le basta un colore che le entri dentro a stimolare, il pigmento come motore, come provocazione esistenziale. Per lei il disegno Ŕ il contorno della vita, il colore ne Ŕ l'emozione, concentrata com'Ŕ sul "segno" cercando di produrre con esso, valori e messaggi che emergono dal profondo delle forme, per rivelare quell'intensitÓ vibrante nel vuoto dello spazio e dell'anima, che le convenzioni sociali normalmente bloccano e reprimono, con l'interrogativo, leggero ed insieme durissimo che si legge dai volti, come nella pittura, di un presentimento di speranza, come di un'alba.  

                                                                                   PROF. ALFREDO PASOLINO (Critico d'Arte Internazionale)
  

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